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Natura 29 ottobre 2010 · lettura 1 min · 11986 letture

Il lamento degli ulivi

Caterina Zappia 935 poesie pubblicate
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Qui a sera ... dove stanca, dorme la collina, la mia terra, col suo sagace fiato, alle mani rispolvera la fatica. Qui il vento, arruffa anche le foglie, strappa il merlo, dal ramo generoso. S'accende il lampo, laggiù alla marina, noi siam fantasmi, qui per poco. Il tuono irrompe nel silenzio, spaventando le ombre della notte, sotto argentei rami che tremano, ignudi imprecano fagotti. E' qui, che s'allunga la voce, davanti a diverse gole rotte che celano un divenir felice incantando anche la sorte. Parla l'ingannevole destino, sbriciolando ai passeri i ricordi: passò anche quì,quel vispo bambino, e lo guardavo prender le botte. Sulla vecchia carrozza, che ora, nella stalla depressa e sfigata, sta vociando anche la corda che segnava la sua rude giornata. Il ramo è qui, e ancor s'infuria, all'angolo ai confini del podere: "quante volte strappasti le foglie a me", mentre ascolto il lamento degli ulivi.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


bellissima! bello leggerti! (Stefana Pieretti)

Commenti (5)

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mfm Luigi Mancini29 ottobre 2010

Ti fa chiudere gli occhi ti fa immaginare ... Belle parole... belle sensazioni...

Gesuino Curreli29 ottobre 2010

Sento il tuo fiato caldo e il tuo respiro, poeta di solare luccicore, sento della tua terra il gran dolore, in ogni anfratto del suolo natio. Ogni pertugio canta il suo candore, di luce tersa e umano lavorio, per campi, rupi solitarie, e valli, che stringono d'amore l'amor mio. Sento la terra tua come la mia, bagnata di coralli ed acque azzurre, sento l'alito d'oro e la malia delle campagne di uliveti e vigne. Odo dentro i silenzi le fatiche di tante braccia e tanti cuori ardenti, i sorrisi degli animi lucenti come gli occhi degli uomini mai vinti, e giunge l'eco qui, fino ai miei monti, lo stesso pianto della stalla sola, vedova dei nitriti e dell'alunno che aveva nel cortile la sua scuola. Ascolto la tua voce assorto e mi consola

I nostalgia e di hiauru china, ma quantu si torci sta bambina? com'ulivu supra sta terra disperata, si chica e si richica voli stari sutterrata. Nu ceju, chi perdiu u cumpagnu sparatu, torna sempri 'nda ju postu sventuratu. Mi hai sorpreso, emozionato, e con te per un momento sono stato. Immagini ferme e perdute, che bambino felice ho godute.

M
Mariasilvia5 settembre 2013

Sensazioni e parole che sorridono all'anima. Nel guscio della terra tanta profondità espressiva come la lirica che merita applausi. Un susseguirsi di intensità e ritmo che cadenzano bei pensieri all'ombra degli ulivi. Apprezzata immensamente e come sempre i versi escono dalla pagina per entrare nel cuore.

Stefana Pieretti13 dicembre 2018

bellissima lirica regala in ogni verso immagini che fan nascere nel cuore un dipinto di emozioni ... elogi di cuore!