Requiem per una zucca

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Già...l'ennesima invenzione commerciale, e questa senz'altro fra le più vuote, esattamente come quelle zucche che la rappresentano. Stiamo svendendo le nostre tradizioni per... le zucche vuote altrui. Apprezzatissima per l'incisiva sintesi, arcicondivisa.
condivisa appieno un'altra... fastidioso anche citarla festa... occasione per speculare, e poi i bambini che innocenti "dolcetto o scherzetto ", il desiderio pare sia assimilare solo cose peggiori dalle altre Nazioni, che poi è festa pagana, mentre per noi giorni di dolore e commemorazione mah! poesia super apprezzata!
Sicuramente la speculazione avviene in tutte le feste, anche in quelle considerate profondamente religiose e appartenenti alla nostra cultura come il Natale e la Pasqua... ma sta poi al nostro buon senso coglerne la positività di ogni aspetto... Profonda e significativa pur nella sua brevità, molto gradita e apprezzata.
Condivido il pensiero del "riempire spazi con feste e della commercializzazione". In riferimento alla tradizione - se pensiamo al noi come italiani, ebbene tracce di feste pagane sono ancor presenti nel nostro territorio - e nel caso specifico, questa festa ha origini celtiche e questa popolazione era presente in alcune zone dell'oggi Italia. L'origine voleva la brace conservata in rape e cipolle - le zucche sono arrivate successivamente (dall'America). Ma sarebbe molto lungo il mio dire. Complimenti per questa poesia che pone l'accento sull'uso abuso del consumismo, di cui anche il Natale non ne è esente. Molto apprezzata.
tutto per vendere ancora una festa solo per scopi commerciali una bella poesia di denuncia la tua complimenti





