Solo

Seduto su una panchina,
un giornale tra le mani;
Ti fa compagnia la solitudine.
Poco lontano,
bambini giocano felici,
tu, solo, con i tuoi ricordi.
Il tuo grande amore,
i sacrifici,
la prima palla di pezza
regalata al tuo bimbo,
il suo sorriso
che ti ha illuminato il cuore.
Scende una lacrima
a solcarti il viso,
come il segno dei tuoi anni.
Scende piano fino al cuore,
un dolore lacerante.
Triste e maliconico,
ti aggrappi alla vita e speri...
che quel bimbo torni per riabbracciarti.
Ma quel bimbo non c'è,
oggi c'è un uomo che
con un sorriso ti ha lasciato solo.
Ormai stanco,
figlio del cielo e delle sue stelle,
ti addormenti,
nell'attesa che un raggio di sole
possa ancora asciugare
la tua ultima lacrima.
©
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Commenti (4)
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G
Grandesempre Giorgio23 luglio 2006
Una poesia che esprime un monito per tutte quelle persone che hanno il coraggio di abbandonare i propri genitori anziani!
M
Marilena23 luglio 2006
non ho parole di fronte a questa grande sensibilità... veramente dal cuore...
M
Maria Francesca23 luglio 2006
Anche se triste hai proposto attraverso la tua poesia una realtà.Il vecchio gettato. versi toccanti, forse tragici che toccano profondamente la sensibilità sicuramente d'effetto immediato, commoventi, .
Maurizio Spaccasassi23 luglio 2006
E' un tema sempre più vero.La solitudine di molti anziani.Devo dire che poco meno di una settimana fa ero all'ospedale e mi sono impressionato di quanti vecchi soli c'erano, nonostante che la loro malattia era grave.Non si è mai capito che la vita è una ruota.
