Rivolo d'umiltà
Gabry Salvatore
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Imparerò da te
che se la cava da sé il fiume,
serpeggiando le sue essiccate
venature, si trascina in putridi ristagni
poco lo confortano
le irrorate frescure,
del suo cuore sotterraneo
lo vedo,
rinascere dalle secche,
ora, si lascia dietro
i sassi disseccati dal sole
si muove verso se stesso il fiume
uscendo di nuovo dalle sue ceneri
piegandosi, ondeggiandosi.
Imparerò
come quel fiume che
se ti pieghi ti conservi,
se ti curvi ti raddrizzi,
se se t'incavi ti riempi,
se ti logori ti rinnovi,
se miri al poco ottieni
se miri al molto resti deluso.
©
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L'autore
Gabry Salvatore
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Loreta Salvatore1 novembre 2010
Nel flusso della vita gli eventi plasmati sono arginati dalla nostra volontà: definire il corso del nostro essere, dando forma secondo quelli che sono i valori da consegnare ai posteri e al futuro. La Bellezza, la Verità, la Fede e la Speranza sono l'eterno che fluisce nella storia attraverso gli uomini e le cose che hanno senso. Solo attingendo all'acqua pura, di un fiume che è sorgente di grazia, sapremo lasciare ai nostri figli un autentico insegnamento di vita. Una riflessione di rara bellezza, per la metafora in modo particolare che è centrale nella poesia per comunicare l'idea della complessità e capacità di trasformarsi nell'esistenza. Un capolavoro da analizzare con attenzione, senza tralasciare nulla.
