Scende nero il mascara della notte
Giorgia Spurio
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Il rimmel cola nero
da guance che il cielo
non più stellato
sembra bocca scarlatta...
di sangue nel riso delle sue creature...
Segue e scende la luna
come occhio di perla,
il terzo occhio sulla fronte delle civette bianche,
bianche come le ossa d'avorio.
E nella testa... le candele accese
come paradisi d'incendi,
fuoco che arde nel bruciare cervelli
come zucche d'arancio splendenti
al bacio... toccano mani di cecità
alla ricerca di labbra da baciare
dal profumo d'incensi e paludi,
di pallottole immobili nell'aria
come le stregonerie tra le ragnatele delle nebbie.
Spalanca le nere ciglia, argenteo di pupilla
nei raggi lunari,
celtiche e druide le pelli sulla schiena
per nasconder la mente alle lune carnivore
e ai morti tornati a spaventare e a rubare:
le stelle prive di bagliore
ingoieranno le voci
di tutti i sogni.
È solo un'altra notte,
a stringerci mani e ombre
maschere da cucire al volto
e punti d'ago sugli zigomi
scavanti in concavi laghi artificiali
d'ali di piume che hanno lacrime glaciali,
e sulle praterie senza rugiada
a tagliare i passi con le proprie tracce,
e a vagare...
Mendicanti come spiriti
elemosiniamo mete e città da destinare,
barboni respinti dalle metrò
senza buio e senza luce
in culle di locomotive
sui treni dei dormienti e degli insonni
tra le partorienti gallerie degli spettri.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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mfm Luigi Mancini31 ottobre 2010
Un testo spettacolare... Lasci sempre pochi spazi ai commenti tu che sai che infondo certe emozioni e sensazioni non si commentano! Questo è solo il mio apprezzamento.
