Quasi inverno

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E i fiori bianchi saranno dei gigli, ricchi di purezza e candore, nati all'ombra di lecci giganti, nelle ore ansimanti di un giorno. Padre, a te tornerò per farti di coccole adorno e saprai di me e di questa poesia. Un tuo bacio è l'anima mia, frutto d'amore e di gioia, e vedrai che a te si congiunge in un giorno di astrale sentenza, come quando mi desti la luce, per magia naturale che la vita produce e consegna a ciascuno la sua melodia. Il rigore sta fuori, e "in qualche parte" troveremo il calore per segnare le nostre attenzioni, come note di nuove canzoni sul pentagramma d'amore. E ancora così per il tempo avvenire, come gli alberi ai frutti e ai rami le foglie, anime dense di nubi e di doglie, nella vana speranza che non debba finire
Padre mio, possente quercia, proteggimi e difendimi ancora, portami dentro di te, tenero germoglio, ora come allora... Il mio cuore è ancora quello bambino che da tanti, troppi anni pensa a suo padre che non c'è più... Grazie...
Forte, poi delicata: un lampo nel cielo delle storie.


