Pianto
Alboraletti Enrica
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Il sottile pianto del ceruleo cielo
nulla può all'immota staticità dell'essere
giunto allo sgusciare del nocciolo suo profondo
Acerbo
tanto al rabbrividir di candide gemme al sorriso schiuse
Niuna polpa alfin rimasta
all'alimentar il frutto di cotanta solitudine
L'accomodar mio di morbide piume
al donar tepor a solingo giaciglio
non rabbocca profonde voragini
in silenti morbide labbra ormai
sconosciute a teneri baci
Ancor piove diluvia
sull'immane fatica del riprendere il volo
Tremula la mia fiamma
in possenti venti dibattuta...
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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