L'uva passa
Franca Pistellato
77 poesie pubblicate
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Perle d'uva
d'occhi
di bimba.
(Vai un po' più in fondo, dentro a questa calligrafia semiliquida, dove fonde –mercurio tra le parti- l'innesto di una risorgiva logica. Acquàttati e aspetta, dietro alle vigne, ché come alla gatta il topolino, a te spettano i fuochi d'artificio).
Pelle d'uva
d'acini spenti
in vino.
(Lacrima Christi, si direbbe, perché in fondo al tubo di gomma –e succhiare ti tocca- c'è sempre una zolletta di zucchero. O acquavite di vinaccia, di quelle del '29: che ti smeriglia l'esofago, scendendo, e la bevi in due, o in tre, al massimo, con lo sguardo soddisfatto di chi ha fregato il governo.)
Pelle d'una.
Dizionario
d'una pelle.
(Breviario. Codice criptico con cui Dio mi ha descritto pensandomi tra sé. Preghiera nuda e imprecisa. Solido senz'angoli, ché agli spigoli, dentro, ci si gira intorno anche senza abradersi. Fuori, è la compassione a rendrla liscia. Decifrata dai polpastrelli, lungo la schiena e sotto ai capelli). (E' quasi dolce sapere d'uva -a memoria-. E tacere.)
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L'autore
Franca Pistellato
Quand'ero piccola disegnavo. Finché la psicologa non disse alla maestra che dai miei disegni si evinceva la mia convinzione che i miei genitori volessero più bene a mio fratello gemello che a me. Le maestre d'una volta non sapevano che certe cose non si dovevano dire ai genitori d'una volta. Ma una volta non si sap
Commenti (1)
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Luciano Tarabella2 novembre 2010
Composizione interessante, certo di approccio non immediato ma da lodare per il tentativo (riuscito) di esprimere qualcosa di nuovo in forma anomala. Se affermassi di aver capito il messaggio (ammesso che ci sia) sarei bugiardo e vanitoso ma, ripeto, la lettura mi ha "detto" qualcosa anche se indecifrabile. Se fosse un quadro direi che è poesia fatta col dripping. Diversa!

