Ragnatela mortale
Grazia Longo
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Sei assente,
sei un muro di gomma.
Ci rimbalzo
e alla mia voce risponde
un eco senza tempo.
Potrei imprecare
sarebbe uguale.
Avanzo a tentoni nel buio.
Ho la mano protesa
cerco un limite
un confine, un muro.
Rimbalzo
e torno al centro
d'un vuoto infinito.
Non parlo più.
Resto ferma
aggrappata
al filo
d'una ragnatela mortale.
Sto attenta a non muovermi
a non fare oscillare il filo.
Il ragno
è nell'ombra.
Aspetta
paziente
come solo la morte sa fare.
Ha tempo,
il ragno ...
Ed io?
Io, ho tempo?
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti3 novembre 2010
introspezione molto profonda. nessuno saprà mai se avrà tempo, mentre il ragno tesse la sua inesorabile tela... poesia molto apprezzata.

