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Impressioni 2 novembre 2010 · lettura 1 min · 2021 letture

I took myself for granted/ Senza ragione

luigi88 303 poesie pubblicate
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As soon as I came down upon this world of mine, I fought to reach the town: dead light with its own sign. And blinded by their voice, sockets dried and scared I saw this lack of noise, the land stood still and stared. Here's a song for my mind, a field of fear immense that kills the will I find to regret my common sense. Never ending as a second I outlived the invisible time... Is this shapeless anguish my truth? Appena sceso, qui su questo mio mondo nella battaglia verso la città: la luce estinta senza segno. E accecato dal loro vociare, orbite aride e in panico ho visto trionfare il silenzio, la terra ferma, fissava. Questo canto in mente mia, distesa di paura immensa pone fine al mio volere di ritornare all'ovvio corso. Infinito come un attimo spinto oltre il tempo celato... E' questa angoscia informe mia e reale?
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Si sposta di continuo il confine tra il certo e l'incerto... La presunta verità scontata può contraddire sè stessa... La traduzione è adattata per dare forma migliore in italiano...

L'autore
luigi88

Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....

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Commenti (3)

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In Venere veritas2 novembre 2010

my anguish is unshaped and unnominate, unknown to your true pure heart...

Antonio Biancolillo2 novembre 2010

...si sposta di continuo... tra un fluire verso qualcosa che non si rivela all'istante... ma che si lascia presumere... immaginare... e si entra nella memoria... nella dimensione fluida e al tempo stesso densa... dove... insieme... giacciono in silenzioso torpore la realtà e il sogno. Rivivendo il nostro passato... la Vita viene infatti a manifestarsi nella sua intima essenza ...l'incerto confine tra l'Essere e il Nulla... E' un momenti di angoscia reale... Che bravo che sei... Complimenti... versi che sanno coinvolgere... una stupenda riflessione la tua...

Giorgia Spurio2 novembre 2010

nasce in inglese, ne si sente il ritmo, la rima alternata, la musicalità... comunque ripresa nella riflessione tradotta in italiano. è poesia in qualunque lingua quando c'è poesia. siamo animali di questo mondo, in cattività verso una lotta continua con la nostra città, figlia del buio. dove il silenzio non ha confine e trionfa anche dove trema la terra. c'è metafora d'angoscia, l'odore è in ogni angolo come un cane che marca il territorio. noi figli di tecnologie e di benesseri fasulli, noi i figli della solitudine che acceca. un'angoscia di cui a volte non se ne sa la forma, la natura, se virtuale... eppure è realmente celata dentro di noi. bella