Musa dei miei occhi
Caterina Zappia
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In mosaici di licheni la tua assenza
mentre il silenzio diventa come cane
legato ad un guinzaglio di gala.
Al collassato mondo che
ora rigurgita medaglie
canterà prodigi la tua mano
e il vento soffocherà l'ingrato pianto
che stette a ripiegar il tempo
insinuandosi di dannate doglie.
Non hai patito il freddo se pur violento
ti riscaldava alacre la poesia,
i pinnacoli accesi del tuo tempio
non recitarono più l'Ave Maria.
Ora su lingue consumate
naviga ho visto il tuo nome
al fiume dove dormono le spoglie
sciacquerò ai passeri le piume
lasciando ai frantumi dei navigli
il cinguettio per te sarà immane.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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s
senzamaninbicicletta3 novembre 2010
davvero tanti tanti complimenti per questa splendida dedica, hai scritto questa poesia con coinvolgente emozione che condivido e apprezzo molto.
