Alto fragile

Commenti (9)
poesia invasa da una presente e continua tristezza seguita da una malinconia che la segue e la sprona a ledere l'anima che sta cedendo alle infestanti sensazioni di solitudine brava gabry complimenti
La forza di sopravvivere e andare avanti, nonostante la sofferenza, è molto forte e ne sentiamo l'impeto in ogni istante di dolore... Lirica molto apprezzata
Versi che scavano nell'animo con la crudezza del dolore che fa sanguinare l'intimo, tuttavia però c'è una gran forza di volontà a risanare le ferite per continuare a vivere in scacco alle sofferenze. Veramente bella, complimenti.
L'acme del dolore la lotta tenace per vivere, versi e metafore molto suggestivi e commoventi espressi di elevata profonda sensibilità, maestosa poesia
Un "Alto fragile" assai doloroso che si maschera bene anche se le lame e i frammenti con cui si viene feriti lacerano lo spirito e la carne. Quanto mai azzeccato il titolo che fa pensare alla scatola (maschera - evocativo anche il materiale per l'imballaggio) entro cui è contenuta la fragilità (sofferenza). Una poesia molto coinvolgente, con splendie metafore che risultano essere significative ed efficaci. Molto apprezzata!
Struggenti versi ma al tempo stesso bellissimi e raffinati, che irrompono nell'animo del lettore dove restano indelebili... Apprezzatissima poesia che segnalo e conservo!
Nonostante tutto sto qui in questo silenzio rimasto fermo sotto casa mia... la realtà dell'assenza è evidente... non posso ritornare sulle orme... le lacrime rosse del cuore come pennellate impazzite imbrattano il percorso a confondere passi... e rallento il mio respiro... nella speranza che la vita mi possa raggiungere... prima di finire la mia aria... e così...anche oggi se mi dicessero all'improvviso ...è tardi ormai... non me ne andrei... continuo a vivere... La terza e la quarta strofa... quelle che più mi hanno esaltano poeticamente e mi portano ad applaudire...
Conosco bene quel dolore sordo, tanto profondo da lasciarci a brandelli, sbranate dalla belva che ci ha scarnificato, lasciandoci moribonde sul selciato, ad implorar la morte come atto di pietà della divinità distratta... Eppure, sorprendentemente, il corpo continua a respirare... Il muscolo cardiaco batte... Lentamente i pensieri si aggrappano alla razionalità e ricominciano a funzionare... La macchina, dunque, non è ancora da rottamare e rientra in carreggiata, proseguendo a velocità ridotta il suo cammino.
Cara Gabry, è vero che la sofferenza raggiunge l'apice, ma mi sembra una vera catastrofe: vetro rotto, frammenti, rovine, morto il cuore per anni... capita che accadano eventi spiacevoli, ma occorre superarli con saggezza. Purtroppo il nostro punto di vista non è quello altrui. Alto e fragile: due dimensioni che catturano il cielo, invano. Una lirica apprezzatissima, dettata da uno stato d'animo che ha gettato il buio nel tuo cuore. Sublime e profonda introspezione, sanguinante oserei dire!








