Tempesta
Isabella Mancini
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Sovraumana violenza del vento,
fischia, mugula, ruggisce investe...
svelle ogni solida certezza, ogni illusione,
l'incanto, la quiete e,
con rabbia crescente trascina con sè
cumuli di nubi sempre più fitte.
E il cielo impallidisce,
brividi di lampi, tuoni assordanti...
preannunciano tempesta.
E come un fuscello ti spazza via,
ti schianta sugli scogli della realtà,
con i suoi contrasti,
viva, palpitante,
nella nera,
infinita voragine della notte...
fino a gelare la tua anima.
Le onde del mare si sollevano,
inghiottendo
la quotidianità dei tuoi giorni,
il sole dei tuoi affetti,
la brezza di equilibri appena conquistati
riportando alla luce relitti,
di passati ricordi.
Irrompe impetuoso il mare,
si ripiglia la spiaggia dei tuoi sogni,
i granelli, sorrisi di albe e tramonti,
che baciavano l'infinito mare.
A tratti il vento si aquieta
ma non si dilegua...
raffiche improvvise piegano,
scuotono pensieri stellati
che si arrendono al buio,
allo stupore,
di chi con l'anima addormentata
si lasciava trasportare dalle onde chete del mare,
per incontrare l'alba
l'annuncio del nuovo giorno,
della vita che rinasceva
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Isabella Mancini
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