Figlia della Fortuna

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condivisa è tutto ciò che mi sale alle dita mentre, dopo averla letta, scrivo questo commento. Ne avverto il dolore e la tristezza, ne leggo i versi e ne assaporo la poetica. Il peso che grava su ogni strofa. Davvero bella
ed io, nato dalla scelta d'altri, scelgo la notte illuminata da quella luna regale ed io, che posso scegliere in quale mondo vivere, scelgo il buio che fa apparire i sogni, decido di scegliere la luna che illumina la mia anima e scelgo la notte che mette a dormire il giorno ormai senza più sole; e scelgo la sera per dipingere i colori di un quadro sempre diverso e scelgo di camminare lungo i viali alberati senza foglie della mia solitudine, così ricca la sera e così diversa da quella degli altri ed è per questo che, o madre, l'inchiostro della notte per me si tinge dei colori della poesia.

