Come un lampo, d'incanto
Seduta, su quel timido muretto,
a mirar il mio bambino,
dentro a quel giardino,
con amico il suo pallone,
bagnati dalla brezza del sale dell'albore.
Gioioso e sofferto. Ma dolce, tenero candore.
Ed egli, piccino,
in cerca della mia attenzione e approvazione,
con il suo dolce visino,
quasi a me si accoccolava, come a narrar nella narrazione,
per sentirsi dir: "Sì,cucciolo amorino, ti sono qui, vicino".
Ma ecco che voltando il volto. Con occhio perso,
verso il soffio dell'est di quel cielo terso, ma quasi disperso. Già avevo Perso.
In quel mare di tormento.
Oh ingrato vento, che sempre udir amor ebbi dal tuo parlar così dolce a me
in questo tempo!
O Gocce di sale, o lampi di gente.
Che dileguandovi sull'asfalto
dell'est, sembravate dir: " Non mente!", alla mia mente.
Come un lampo, d'incanto,
uno sguardo
inchiodato
sulla carrozzina.
Dolce rimpianto.
©
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L'autore
Angela Faga
La poesia è la preghiera dell’anima, così come l’inverno ha la primavera dentro. Angela
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