Le nostre notti
Marco Veronesi
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È finita anche questa giornata
le parole sono dissolte, svanite
le litigate al lavoro, i convenevoli
i saluti forzati, le azioni di ogni tipo
sono finite
Sulla strada che porta nei sogni
mi trovo a fare sempre le stesse cose
e mi maledico, per non ascoltare sempre
i tuoi travagli, le aspettative e i tuoi bisogni
giungo alfine in quel morbido e caldo posto
di ultimi silenzi e serate affettuose:
il parcheggio a due piazze del nostro letto
Ti guardo mentre leggi il tuo libro
insinuo una mano tra corpo e lenzuolo
al contatto del tuo calore, maldestro ladro
ti rubo un fugace sguardo ed in mentale assolo
mi compiaccio della speranza
di averti al fianco per le notti future
che con occhi indiscreti
ci guarderanno in questa stanza
e ci lasceranno dormire
Moglie mia,
come ti ho detto poc'anzi
ho l'aspettativa che tu sarai per sempre
la compagna d'avventure
e che fino alla fine dei giorni nostri
ci troveremo mansueti a guardarci sbadigliare
soffiarci l'ultimo moccolo spegnere le nostre lampade
e chiudere gli occhi
e dirci come sempre, senza troppo scherzare:
«...Ciao bello!»
«...Ciao bella!»
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
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