Decadenza
In terra di gran storia e di cultura,
un cavalier si fece di ventura.
Seguendo quello di triste figura,
volea drizzar l'intera sua struttura.
E si che c'era urgenza, in cambiamenti,
ma confusion regnava nelle menti,
la corruzion offria segni evidenti,
ed i rimedi errati o inconcludenti.
Ma nel castello c'era molta vita
e frequentar divenne cosa ambìta.
Vi nacquer nuovi balli e nuove stelle;
scoperse e dié valore a donne belle.
Il mecenate generoso e ricco,
amava il lato vivo del barocco;
non era interessato alla cultura,
assecondando in ciò, la sua natura.
E detti pronunciò di un certo effetto,
che bene dimostravan tal concetto.
Essendo d'altri tempi egli un signore,
cantava bella figlia dell'amore...
Sull'uom la donna, il sesso o la sostanza,
manifestò il pensier, senza creanza,
e il mondo infine, gliene chiese conto;
qualcun de'suoi ne decretò il tramonto.
Intanto che i famigli lo lasciavan,
bruciava Roma mentre lui cantava.
Or che che niun più riesce a unir le cocce,
duro è persin poter fermar le bocce.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele6 novembre 2010
una stupendissima satira stilata in modo fantastico... un abbraccio ... poeta meraviglioso... complimenti
