Vengo via con te
Vengo via con te,
in un mondo di uomini che dura
aveva scorza: meglio la paura
esorcizzava di quell’altro sesso.
Vengo via con te,
nei paesaggi fantastici evocati
dalla tua greve voce che richiama
i lasciti pesanti del passato.
Vengo via con te,
nei locali fumosi, passaporti
per un estinto mondo d’anteguerra,
dove il jazz s’è suonato e s’è affermato.
Vengo via con te,
per rivivere vite di quei padri,
qui da noi o nell’Africa Orientale,
quando il casino era vagheggiato.
Vengo via con te,
nel mondo dello sport dei dilettanti,
praticato per gloria, non denaro,
dove sudato era il pugilato.
Vengo via con te,
cogliendo agri sapori di provincia,
e riservato e timido stupore
per ciò che la città ci ha regalato.
Vengo via con te,
vedendo che i Francesi non s’incazzano,
ma le tue doti apprezzano, e accarezzano
quel baffo che ricorda loro Georges.
©
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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