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Sociale 7 novembre 2010 · lettura 1 min · 4094 letture

Matti da slegare

Cinzia Gargiulo 222 poesie pubblicate
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Occhi spenti guardano quadrati di cielo incorniciati dalle sbarre. Sono sguardi di folli spogliati di dignità da chi si ritiene normale. Vagabondi che attraversano la grigia monotonia del tempo confondendo giorno e notte. Figli della solitudine errore della natura, insopportabile peso, immagine della vergogna per chi li ha messi al mondo. Melma per la società dei sani falsa e intollerante. Uccelli a cui hanno tarpato le ali impedendogli di volare. Schiavi maltrattati dai loro carcerieri, ultimi dei malati, anime vuote.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Opera ispirata dalla fiction "C'era una volta la città dei matti" dedicata a Franco Basaglia psichiatra responsabile della legge 180/78 (Legge Basaglia) a cui si deve la chiusura dei manicomi.

L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

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Commenti (14)

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Vilma7 novembre 2010

Questa tua poesia fa riflettere molto sulla società di oggi. Già a volte mi chiedo chi siano i normali... letta e riletta, davvero bella

Raggioluminoso7 novembre 2010

Grandi immagini e significato donati da questa poesia. La questione della "normalità" in cui incesellare gli agiti. Folli erano definiti anche comportamenti che erano specifiici di determinate patologie. Molto ci sarebbe da dire a riguardo, anche per come ora ci si occupa di quello che esula dalla "tipicità" dei comportamenti. Una lirica molto apprezzata e dal grande valore sociale. Complimenti per questi versi!

Giovanna De Santis7 novembre 2010

ricordo anche se non dettagliatamente un verso o frase dell'amata Alda Merini: i veri folli li ho conosciuto quando sono uscita fuori... poesia che vibra nell'anima per l'argomento trattato con sensibilità ed amarezza ma d'estrema delicatezza, lodevolissima poesia complimenti

Giuseppe Bellanca7 novembre 2010

Versi stupendi che denunciano il malessere vissuto da gente ritenuta malata, la chiusura dei manicomi ha aperto altre vie per la cura di questi pazienti, ma credo che ugualmente ci sono maltrattamenti in centri che si occupano di loro, aa parte che li imbottiscono di medicine che li intontiscono e loro dormono restando lontani dalla realtà. Un argomento complicato trattato con ssensibilità dall'Autrice dimostrando una forte sensibilità d'animo i miei complimenti sono d'obbligo e un ringraziamento per aver trattato questo argomento delicato.

S
Sabrina Balbinetti8 novembre 2010

versi semplici nella complessità dell'argomento trattato! Dicono che la differenza tra un savio ed un matto...è designata dal punto di vista da cui si apre il cancello! Complimenti!

Luigi Arcopinto9 novembre 2010

Una bellissima lirica stilata in superbi versi, che fa molto riflettere il lettore sulla società che oggi compone il mondo... Poesia apprezzatissima, complimenti...

Duilio Martino21 luglio 2011

Una splendida lirica che mette il dito nella piaga... espressa dall'autrice con versi molto belli ma soprattutto efficaci. Bellissima!

C

applausi per il bellissimo, umano messaggio, fiocco

Lidia Filippi21 luglio 2011

Versi molto forti e belli che invitano ad una riflessione profonda. Una poesia molto sentita, complimenti

L
Loreta Salvatore1 agosto 2011

Un'analisi sincera di realtà taciute, vissute nel silenzio ed incomprese. Una riflessione sulla follia e la normalità, una denuncia forte. Opera apprezzata pienamente, condivisa e da elogiare per il messaggio profondamente umano.

rosanna gazzaniga1 agosto 2011

Un argomento delicato e ancora tristemente attuale, oserei dire in crescita. Malati, creature sensibili e di un altro mondo, dove non esiste competizione ma solo emozione dilatata. Rifiutati anche dalla famiglia. Una poesia che provoca, fa meditare! molto bella e sentita.

Versi forti e strazianti focalizzano una realtà sociale, di malessere e di incuria. La poetessa mette a nudo una realtà scomoda di ESSERI UMANI. In questo campo delicato, andrebbe approfonditae dibattuta la legislazione vigente, cercando di realizzare modifiche giuridiche che possano completare l'opera del legislatore, che a suo tempo, emise una Norma, scoperta di finanziamenti. A tutto c'è rimedio (meglio tardi che mai), al fine di aiutare i nostri Cari Fratelli bisognosi e le loro famiglie. Brava... poetessa, stupenda opera... anzi di più!

Anna Maria Scamarda15 agosto 2011

La peggior morte che possa avvenire nell'anima di esseri umani, procurata da altri "esseri umani" che si ritengono "savi". Un tema su di una realtà aberrante... trattato con preparazione ed estrema delicatezza. Da encomio! Complimenti!

Sara Acireale6 settembre 2011

Cìè un limite, un confine tra normalità e follia... ma qual'è la normalità e qual'è la follia? Una domanda a cui non so darmi risposta. È certo che persone più fragili, più sensibili di altre possono, in certi frangenti dolorosi, perdere il normale equilibrio e cadere in stati depressivi anche gravi. Queste persone hanno bisogno di aiuto, amore e attenzione e invece... se andiamo a visitare qualsiasi reparto psichiatria ci accorgiamo che sono trattati malissimo, vengono sempre sedati e fatti addormentare. Non capisco molto di malattia mentale ma... mi sono accorta che questi malati "danno fastidio" e si risolve il problema sedandoli. NON SONO D'ACCORDO