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Introspezione 9 novembre 2010 · lettura 1 min · 2080 letture

Scivolo... lentamente

Vilma 129 poesie pubblicate
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Occhi socchiusi coperti da velo corpo immobile, sguardo allo specchio Mi penetro dentro, nel profondo ma non c'è via d'uscita. -soffocato il mio grido- Due passi indietro... braccia penzoloni il corpo inerme. Alla fredda parete mi appoggio. Scivolo... lentamente... unica compagna di solitudine la lunga ombra nera riflessa sul pavimento. Raggomitolata a voler proteggere il cuore innamorato che non sente ragioni Sordo cieco e muto come mendicante elemosina amore... affetto... parole... Nel pensiero di te lenta processione di goccie salate scivola.
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Oggi martedì 9 novembre 2010... mi sento come un'onda persa nel mare, trasportata da corrente che prima o poi si infrangerà su qualche scoglio sconosciuto e forse non desiderato. Vivo in questo mondo a me stretto, figlia dell'indifferenza...

L'autore
Vilma

Scrivo solo con il cuore... Vilma Bellucci è nata a Berna nel 1961 da famiglia italiana che nello stesso anno si trasferisce in Svizzera per lavoro, e dove vive fino all'età di 14 anni. Tornata in Italia, ha conseguito il diploma di ragioneria, e in un secondo tempo quello di Operatrice socio sanitaria. Sposata, mam

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Commenti (9)

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Aldo Bilato9 novembre 2010

cruda, sofferta... terribilmente malinconica, quasi disperata... scritta molto bene... complimenti... cià*

I
Ilaria v9 novembre 2010

simbolo di una grande sofferenza, alle spalle una grande sofferenza... ecco chi troppo ama cosa patisce... complimenti...

s
senzamaninbicicletta9 novembre 2010

che bella poesia, vilma, davvero ben scritta e molto significativa. Complimenti davvero.

sauloo9 novembre 2010

tutti siamo abbandonati prima o poi ma non vive essere umano da solo mai prove che la vita ci offre per fortificarci e darci nuova luce basta un fiore o un raggio di sole per dirti vivi da forte

Silvia De Angelis9 novembre 2010

Versi particolarmente inquieti in una lirica ove l'anima risulta davvero sofferente... sono solo attimi... la via d'uscita è vicina, basta cercarla col terzo occhio dell'anima... Lirica molto apprezzata

D
Dalassa9 novembre 2010

E' una solitudine molto aggraziata che vive il ricordo di un amore come un abbandono, chiudendo gli occhi per tentare di leggersi dentro. Forse la via d'uscita che nei versi viene negata è proprio data dalle lacrime, che accertano la sofferenza e forse ne libereranno il rimpianto. Lettura che rende partecipe all'introspezione con tanta solidarietà.

Luigi Arcopinto9 novembre 2010

Una bellissima ed emozionante lirica che trasmette malinconia... Apprezzatissima poesia, complimenti!

mario calzolaro9 novembre 2010

Drammaticamente bella; uno stupendo componimento poetico che si fa ricordare!

Andrea D’Alfonso9 novembre 2010

Che dolcezza, che intimità esprimi in queste profonde parole che non sono solo delle parole, ma sono fiori dell'anima e foglie che cadono e volano dal tuo giardino segreto: si donano al mondo, si donano a noi. E se questa non è Poesia ditemi allora cos'è! Suggestivo tutto il tuo splendido quadro, dalla musica alle immagini, alle parole. Vilma... mi piace molto la tua penna...