Credo
Goldstyles
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Questo tuo incedere mi urta,
appeso all'albero
oltre questa sottile porta.
Questo tuo splendore mi indispone,
allo specchio nero
di quest'ultima stagione.
Oh, Divina!
Questo tuo candore mi rende isterico,
asettica colonia di parlare idiomatico.
Questo tuo amore mi disgusta,
cancro ieratico di infima conquista.
Questo tuo bramare parole mi castra,
vigliacca ladra che attendi alla finestra.
Oh, Regina!
Tu sei questo pallore, il volere del bosco,
sei questo sapere vile e grottesco.
Fautore d'inganni e di ciò che m'attacca,
tormento e tiranno di questa mia bocca.
Di alberi alti e serpi striscianti,
di foglie morenti e mani tremanti.
Tradiscono panico gli occhi ormai spenti,
verso la via scoscesa di nuovi tramonti.
Confessi amore sempre e solo quando,
il suo impeto ti solletica e ti duole ansimando.
Oh, Regina!
Oh, Divina!
Oh, Regina!
Oh, mia Divina!
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