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Ribellione 11 novembre 2010 · lettura 1 min · 4790 letture

Via questa tristezza

Mirella Santoniccolo Mairim14 614 poesie pubblicate
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Non sei parte del mio essere -tristezza- eppur non riesco a scrollarti di dosso come pece sei incollata alla mia pelle. Impossessata ti sei dei miei giorni e come sanguisuga stai succhiandomi l'allegria insieme all'energia che mi distingue. Voglio strapparti via gettarti in pasto a feroci belve affamate che bramano i miei resti così da poter risorgere dalle mie stesse ceneri.
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L'autore
Mirella Santoniccolo Mairim14

Ho iniziato a scrivere un po’ di anni fa, quando le emozioni soffocate dentro scalpitavano per uscire e come una farfalla colorata ho scoperto di saper volare. Credo che alcune cose non avvengono per caso, se accadono è perché siamo noi stessi a ricercarle, così è stato per me con la poesia. Il modo più semplice per es

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Commenti (6)

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Araba fenice che riemergeva dalle proprie ceneri... Ed è così che spesso dovrebbe andare, lasciarsi incenerire dai dissapori, cacciandoli poi tutti insieme nel fuoco di coloro che ci ricamano tele impervie aintorno a noi per farci incastrare nel dolore... Una poesia molto sentita... Bellissima Mire!

Splendido Leotta Michele11 novembre 2010

gode la ribellione su questa tristezza che sta a romper li fajjoni... poesia fantastica dona lustro alla vita che il cuore cerca... splendida e bellissima

Silvia De Angelis11 novembre 2010

Quei momenti amari che sembrano logorarci, togliendoci dal profondo, le nostre energie... anche questa sensazione è parte della vita, che quanto prima risolleverà l'anima con innovativi positivi eventi... Lirica molto apprezzata

Luigi Arcopinto11 novembre 2010

Infinita delicatezza anche in questi versi di profonda ribellione... Lirica apprezzatissima, complimenti...

Annamaria Barone11 novembre 2010

Ed è così difficile, a volte, scrtrapparsi di dosso quella pece che diventa pelle, che diventa sangue che diventa respiro... a volte basterebbe un sorriso, una carezza che come raggio di sole sarebbe capace di scioglierla, dolcemente, senza lasciare in pasto alle belve anche pezzi di anima...

Gesuino Curreli11 novembre 2010

Ma la tristezza, credi, è nell'umore di ogni persona di questo pianeta, e tu che canti come fa il poeta, devi accettare l'empito che detta quella mestizia che ti rompe il cuore. Lascia che un po' ti prenda e, senza fretta, ascoltala fintanto che non muore in te la somma aspirazione e prediletta che dona al verso palpiti d'amore. Non strapparla dal sangue e dalle ascolto, ti detterà le pagine più chiare di cosa sia nel mondo il tuo pensare che vuole solo gioia in un giocondo connubio fra natura e l'animale. Sacrifica un po' del tuo piacere e stringi forte l'anima che soffre, ne avrai la cifra giusta per cantare la vita in ogni suo gorgo feroce, e il canto sarà limpido e intonato come quello di un giorno appena nato.