Piega di ramo
Le chiamo desolate, oblio d'estate
affamato di vento; le sento,
increspate di pianto al tremore,
risvegliano vite e sono foglie.
Tesa come corda, un orda di te
e dei tuoi frangenti si tende a me,
dalla scomparsa della strada:
guardo, e non c'è destra né sinistra.
Alberi, progenie di nessuno,
unico nome in questo giorno:
nulla batte! Finestra sbatte
sulla creta, la chiamerò miocardio.
E ti ho vista come piega di ramo,
predire un mattino in copia eterna:
sì, tu mio solo vizio d'autunno...
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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