Il corpo di un sogno
Giorgia Spurio
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L'aria respirava
di tutti i nomi gli antenati
fra le montagne
ogni incisione sulle lastre
lasciate dal cielo smantellato dall'erosione,
ogni formula di amore
portata dal volto del vento
Ed io mi nascosi bimba
fra le gambe di mia madre
davanti a quella donna incinta:
i capelli erano di un biondo malto
come il grano
e gli occhi erano il silenzio ingoiato
come pastiglia per il dolore.
Come vorrei tra i flutti delle navi in nembi
i miei capelli e nascondermi ora,
ancora, dietro la gonna di colei
che con la mano dell'inverno
ebbe il parto della neve.
Nascondermi come accumulo di ossa
sotto la luna e i gigli
che piangono la rugiada.
Ma è un sogno da lussi
servire la meditazione delle foglie
che cadono ad ogni autunno...
Ma è il desiderio degli anziani,
un desiderio che non si può rubare ai vecchi saggi:
pizzicare le corde dell'arpa
mentre la polvere spira fino al mare
e con lei sassi e breccia
hanno l'odore inconfondibile del prato
e delle foschie muschiate,
un desiderio troppo d'ambizione bruciato
per le dita storte dalle sclerosi delle bugie
per le musiche suonate che parlano
tra i dipinti delle coste,
dove i cervi incontrano i leoni,
senza preda né vincitori.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Free7613 novembre 2010
mi piace ...ma ha un qualcosa che stona ...ma veramente bella
Salvatore Ferranti16 novembre 2010
poesia di grande forza espressiva. i versi si rincorrono a creare una trama molto originale.

