Condannato a Volare
Andrea D’Alfonso
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Tra le sbarre
la mia vita scorre lenta
ogni giorno le ore conto
con le compagne gocce
che il rubinetto
ormai invecchiato
lascia andare.
Cosa ho fatto?
Mi ripeto ogni momento
perché ho lasciato
correre le mani dietro
ricchezze inaspettate.
In fondo non
m'hanno dato niente,
ogni volta mi sentivo talmente
povero da dover ricominciare.
Perché l'ho fatto?
Lasciarmi dietro ai passi
scie d'innocente sangue
che disgrazia volle essere
ostacolo alla sconsiderata
mia perduta strada.
Donne, madre e figli
non ho amato:
adesso nello specchio
di questo scrostato muro
li vedo passare.
Vorrei dirgli tante cose
vorrei dirgli che ho sbagliato,
dirgli che ho imparato:
adesso saprei amare
perché il bene che sento
è per me stesso
che dopo tanto errare
io conosco.
Ma non c'è tempo
per rimediare.
Tempo non c'è.
La ragione umana
prevede solo l'oblio
ed ogni giorno
un giorno in meno e
rapidamente
mi preparo... Io
...A volare!
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L'autore
Andrea D’Alfonso
Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una
Commenti (2)
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Silvia De Angelis14 novembre 2010
Un tema davero originale e molto profondo, affronta, l'autore in questi splendidi versi, ove il silenzio e la solitudine di persone colpevoli di reati, porta loro a intrense riflessioni che spesso si perdono nel vuoto che li circonda... Lirica molto apprezzata
C
Copia Conforme14 novembre 2010
Bella! Lirica graditissima... A me pare che i tuoi versi trattino più l'aspetto introspettivo a dispetto di quello sociale...

