Siamo terra di nessuno
Maurizio Spaccasassi
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Da una porta semiaperta
siede il ginocchio
e il povero occhio
che di fiume in lacrime
ha versato.
I passi sordi
di un avanzare stanco
risalgono le scale
per portare ancora male
tra pareti senza uscita.
I vermi sotto terra
hanno più dignità
ed un lavoro da sempre.
L'uomo invece ragiona
ed insegue solo il denaro,
per questo va tutto bene.
Sarebbe bello
fermare i contatori
vivere d'aria
e non contare soldi
non ci sarebbe problema
senza più bugie da raccontare.
Siamo terra di nessuno
noi dimenticati
come frutta morta
in un cesto nell'angolo,
diventiamo quadro
dentro una scatola
che impacchetta il bisogno
solo un pegno per il sogno
e la sorpresa per l'attesa
ma poi solo resa e sdegno
-collezionista di voti-
un puntino che svolazza per lo schermo
globalizzazione è il VERBO
una malattia naturale
-esiste l'antido-
nel frattempo rimaniamo fissi
nel passivo andante
a guardare le zanzare
pungersi in televisione.
©
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L'autore
Maurizio Spaccasassi
Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella
Commenti (1)
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Raggioluminoso14 novembre 2010
Poesia di grande significato che sintetizza la radice che conduce all'oblio la società attuale. Vi sono dei passaggi che, con l'ultilizzo di metafore usate abilmente, rendono bene l'idea di ciò a cui siamo "esposti". Piaciutissimo il tratteggio della natura morta che fa di questa poesia arte a tutto tondo, per i significati che sottendono alle raffigurazioni citate. Molto piaciuta.

