Buio refrigerante
Frizzante vento d' aprile
Quella sera ho scoperto un cavaliere.
Alla fonte non bevevano più i cervi
E le pietre costeggiavano il ruscello.
Non sopportavi nemmeno di vedere
Le case abbandonate
Degli uccelli superstiti.
Indietro i cadaveri avevano ancora la paura negli occhi.
Quando calò la notte
Il paesaggio si fece silenzio,
un leggero mantello nero
coprì tutto l'orrore sacrificato
e come uno scudo in mano a un eroe
ostentò l'eleganza
celando il flagello.
E la luna inghiottì le paludi.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele15 novembre 2010
tormenti visivi lasciano il triste canto refrigerante alla notte coprendo il triste del giorno... molto sentita poesia stupenda nel suo triste dire... complimenti
