Spleen
Arturo Vaccarielli
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La pena peggiore è la notte
In confusi e melodiosi tremori
L'anima fugge in sottili languori
Questa pioggia che non cessa il suo cammino
Sottile profilo d'un pallido amore
Il mio delirio è un duplice inganno
Hai paura della città
Senza odio... senza amore...
Nella sera rossa il cuore fa male
Dall'antica sorgente apprendi l'oblio
Una mano fragile guida il mio coltello
Nel canto estremo ed effimero
Ho barattato la mia anima
Il mio inferno rivendica il suo potere
La pena peggiore è la notte
Morente e immerso tra le fiamme
Il mio sacrificio è vano.
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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