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Dialettali 15 novembre 2010 · lettura 1 min · 5870 letture

'a sfiga

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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Ce sta 'na cara amica mia ch'è tanto brava e 'ntraprendente però tra 'e righe cià 'nbrutto difetto e puro si lo cerca de nisconne a la mejo nun je riesce. Sicché je fa logorà quer poco de bbono che ciè da prenne ner giorno... 'Nsomma è fissata co' 'a sfiga Sarebbe 'nparole povere quea cosa che porta male e te fa capità 'naccidente quanno meno te l'aspetti E 'nfatti ieri 'ngatto nero come 'a pece ja attraversato er passo ...nun l'avesse mai fatto...'a ragazza prima è sbiancata poi ha 'ncominciato a tremà tutta e nun s'è avveduta de 'nostacolo sur marcipiedi... così c'è scivolata sopra e s'è rotta er piede
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Molte persone ancora credono alla sfortuna, legata ad antiche dicerie...

L'autore
Silvia De Angelis
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Commenti (23)

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D
Dany Blasi15 novembre 2010

Questi versi scritti in vernacolo parlano con una punta d'ironia di alcune credenze popolari ancora molto vive! Molto vera e particolare!

Angela15 novembre 2010

Simpatica ed ironica poesia per descrivere quanto siano sciocche e pericolose le superstizioni e difficilissime da vincere infatti come nel caso della ragazza della poesia si autoalimentano perché le persone credeno che la sfiga provochi quel danno che in realtà si sono essi stessi procurati nella fretta di eviatare la sfiga

Vivì15 novembre 2010

Sei grande, mia amica di penna e di cuore. Non ti avevo mai letta in dialetto, ma devo dire che la tua espressività raggiunge il culmine così. Grazie per questa divertente ed originale poesia.

Lina Sirianni15 novembre 2010

Versi molto simpatici che portano a riflettere su antiche e inutili credenze... Povero gattino nero ... Apprezzata

Perlanera15 novembre 2010

Oh, Poesia, Poesia... Cos'è mai la Poesia? Si svela il mio dilemma alla "luce" dei tuoi versi che la involano lontanissima nell'immensità... Poesia degna di fiocco, come si usa dire in questo sito, ma ancor di più, degna di standing ovation e di una meritata, meritatissima segnalazione... Complimenti, poetessa!

mario calzolaro15 novembre 2010

...molto molto simpatica devo dire: contribuirà a sfatare antiche superstizioni? Speriamo. Apprezzata

Felice Di Giandomenico15 novembre 2010

Eh si! A volte siamo noi a fabbricarci i nostri guai (piccoli, medi e grandi) senza rendercene conto per poi dare la colpa a chissà cosa... Lirica molto gradevole, apprezzata tantissimo.

Lucia Volpi15 novembre 2010

Mi piacciono tanto le dialettali hanno un qualcosa in più rispetto alle altre. Simpaticissima e bella poesia

s
senzamaninbicicletta15 novembre 2010

Molto graziosa e vera questa poesia, anche divertente (non per la tua amica) piacevolissima lettura. il dialetto rende lo scritto ancora più simpatico. Abbraccio

Kiaraluna15 novembre 2010

Non c'è cosa più negativa che credere a certe... negatività!Quel tipo di... sfiga ce lo portiamo da soli, rovinandoci la serenità e, perdonatemi, sfoggiando anche un'intelligenza... decurtata! Magnifica, degna di mille fiocchi e applausi!

Daniela Pacelli15 novembre 2010

Una bela lirica stilata su versi dialettali molto musicali. Credere alle negatività non fa altro che farle avverare. Messaggio che fa rilflettere. Poesia intensa e molto bella

Splendido Leotta Michele15 novembre 2010

hahahah lo splendore poetico lo doni in particolare sentimenti che avvolgono ancora alcuni credenti... in manifestazioni di superstizioni... simpaticissima e bellissima... complimentissimi poetessa meravigliosa abbraccio

Raggioluminoso15 novembre 2010

Molti detti nascono da episodi particolari. Per esempio il 13 si pensa porti male. Era infatti il numero dei commensali dell'Ultima Cena (di cui uno morì). Il 17- in numeri romani XVII letto in altro modo significa vissi in latino (vissi è passato e quindi vuol dire che uno è morto). Il gatto nero porta fortuna in GB. Ogni "simbolo" di ciò che per falsa credenza è considerato "porta sfortuna", ha la sua spiegaazione e poi se uno davvero ci crede, rischia ciò che è descritto in questa poesia per semplice suggestione. Letta con il sorriso.

Berta Biagini15 novembre 2010

Incredibile poter sorridere con questi versi – eppure è successo proprio così – faccio presente che sono diversi anni che vivo con i gatti e per di più tutti neri – credo proprio che siano i più intelligenti, senza togliere niente agli altri, ma solo per far capire quanto a volte ci si può solo fare suggestionare da antichi detti.

Gesuino Curreli15 novembre 2010

Gatto: un patto con l'improvvido destino. Il gusto soprafino dei tuoi versi sciolgono la paura dei riottosi e ride più benigna la natura. La vita è dura, imprevedibile, ma il tuo canto godibile aiuta un po' a dimenticare, e ci si lascia andare all'ilare risata che proponi. Poeta di altra stazza, la bravura si palpa come fa il buon piazzista con il panno, e qui non trovo inganno né giri di parole che fanno mestamente spengere il pathos e la vera magia. Sorridi con lo stile che ti dona, padrona come sei di fare la poesia che mi impressiona, lo fai con eleganza, e il tatto che non manca, per invitare i cuori ad una sosta. Nuova proposta nel colorito vernacolo del Belli per una macchia fresca e senza orpelli, e ci delizi di un'altra elegia

Giovanna De Santis15 novembre 2010

la sfiga, le superstizioni che possono diventare fobie, poesia che ti lascia sorridere resa ancor più pregevole dal dialetto, complimenti piaciutissima!

Ela Gentile15 novembre 2010

Simpaticissima e ben scritta, piaciuta tantissimo per il colorito vernacolo e per la br avura nell'esposizione. Complimenti.

C

simpaticissima, so di uno che non esce di casa il venerdì 17, comunque sia in italiano che in vernacolo eccelli, sei splendida poetessa

Doraforino15 novembre 2010

Nella cultura popolare ancora oggi permangono parecchie superstizioni e credenze legate agli animali, in gran parte queste sono tramandate dai secoli passati fino ai tempi odierni... Vengono appunto i gatti neri... come questo appena citato e l'amica si lascia suggestionare al punto di rompersi una gamba... "Non è vero, ma ci credo! "E' il titolo di una commedia di Eduardo De Filippo." Versi apprezzati.

Danielinagranata15 novembre 2010

saranno sciocche superstizioni ma... molto simpatica e ironica piaciuta e apprezzata

la superstizione è veramente un tormento per chi la prova, sempre attento se passa un gatto nero cerca di cambiare strada, sotto una scala non ci passa neanche morto e così via... divertente versi in dialetto ...molto apprezzata

Andrea D’Alfonso15 novembre 2010

Bella! Mi sorprendi come sempre, mi hai sorpreso con una dialettale! Ben scritta in romanesco che non è per niente facile. Il tema è acuto e debbo dire che la penso un po' come te, non credo molto alla sfortuna anche se fa parte in qualche modo del nostro bagaglio culturale che ci portiamo dietro da secoli... soprattutto noi italiani.

Clara Gismondi15 novembre 2010

siamo convinti che ci porti sfiga e in quel momento ci porta veramente sfiga... ASE ci pensi è così per tutto... anche con le malattie... con alcuni pensieri ricorrenti... Vera e sinmpatica, bella!