Fiabina d'Autunno (Equinozio/2)
Marco Veronesi
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Grande Calotta ancora livida e minacciosa
fa temere nuove ritorsioni
i Nastri d'Asfalto portano ancora i segni
dell'acquatico litigio
le distese di Pasta d'Argilla
madide più che mai
Grande Soffio spintona
tra l'esoscheletro delle Teste di Clorofilla
slavate dal pulviscolo estivo
ed appesantite d'acqua piovana
madidi post- it vegetali multiformi
lasciano la Residenza di Primavera Estate,
sotto i colpi del pianto di Sua Maestà Plumbeo.
I nasi delle Scatole di Mattoni,
girati all'insù come a volersi cercare un miglior cielo,
sbuffano i primi fiati tardo- estivi
condensati e sfuggevoli,
che salgono alla ricerca di aria più rarefatta,
come per sentirsi più importanti.
Persone di Mondo Nostro
si stringono in pellicole tessili,
in scettica ricerca di auto- mitigazione
i loro pensieri si intrecciano nel frattale
di un'astratta rete neurale.
Il Crepuscolo dell'anno è arrivato.
Piacevole appagamento.
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
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