Il ciclo delle cose
Micheleandre
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Quando ero un bambino
e gli odori erano buoni
e non conoscevi nulla
del fango della vita,
la vita stessa
era una meraviglia
e una meraviglia che ora
torna alle narici a disperare.
Ogni giorno
pareva per novità
come il sentire al palato
il pane di un nuovo paese,
uno sconosciuto sussulto,
un orgasmo fisico,
zingari per le strade
senza la regola,
senza il peso della mente.
Ci toccavamo nelle scuole
ed era puro e verginale,
come una scoperta,
e il cuore batteva davvero
per gli originali.
Ora sbatacchia per copie orrende
e tutto ha preso forma,
di peccato.
Sorpassato è il limite,
rotto l'imene,
di purezza non c'è più traccia.
Ogni giorno fingiamo
io e te,
fingiamo anche di prenderci in giro
e ho voglia solo di piangere
nei tuoi occhi
e sulla tua pancia
materna
per la sofferenza
di essere uomo.
Piango invece
sulle sigarette
che significati
non han mai avuto.
L'innocenza
ha perso
sulla vita.
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Micheleandre
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