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Introspezione 16 novembre 2010 · lettura 1 min · 1175 letture

Il ciclo delle cose

Micheleandre 29 poesie pubblicate
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Quando ero un bambino e gli odori erano buoni e non conoscevi nulla del fango della vita, la vita stessa era una meraviglia e una meraviglia che ora torna alle narici a disperare. Ogni giorno pareva per novità come il sentire al palato il pane di un nuovo paese, uno sconosciuto sussulto, un orgasmo fisico, zingari per le strade senza la regola, senza il peso della mente. Ci toccavamo nelle scuole ed era puro e verginale, come una scoperta, e il cuore batteva davvero per gli originali. Ora sbatacchia per copie orrende e tutto ha preso forma, di peccato. Sorpassato è il limite, rotto l'imene, di purezza non c'è più traccia. Ogni giorno fingiamo io e te, fingiamo anche di prenderci in giro e ho voglia solo di piangere nei tuoi occhi e sulla tua pancia materna per la sofferenza di essere uomo. Piango invece sulle sigarette che significati non han mai avuto. L'innocenza ha perso sulla vita.
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Mi ritengo, anche se non soddisfa a pieno le mie esigenze di scribacchino a tempo perso, piuttosto entusiasta di questa mia poesia.1 marzo 2011
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Micheleandre
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