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Riflessioni 15 novembre 2010 · lettura 3 min · 1636 letture

L'incomunicabile effuso

Angelo Michele Cozza 240 poesie pubblicate
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In ottemperanza all'ignoranza figlia primogenita della superbia che sovrana regna e illiberale opprime nel mio carapace protettivo spesso mi rintano, la mente e il cuore da bulicami verbosi deluso ritiro. A che parlare a sordomuti di intellegibile e difettivi di amore a che raccontare le vicende che l'animo vivendo seguì e intese innocente per naturale inclinazione? In stupidenti conversazioni vale il si dice, l'infondato sostenere; le ciarle stereotipate e pompose dominano il palco del parlare sullo scenario gli intrattenuti balzano da un blabla all'altro somarizzati. Il comunicato che non si trasmette verità e bugie che si fanno sinonimi sguardi innocenti concepiti lascivi moti spontanei e sguardi umani oltraggiati da insulti di mali pensieri hanno eccezione di distinguersi: spalancano sospetti o fanno scandalo. Si cova il peggio, si insinuano malizie si deturpa e si offende il nudo e crudo stupidità maligne sgorgano selvagge il pudore, estinto per taluni o fuori moda, è appena ricordo. Pur se non interrotto il filo teso tra emittente e ricevente non conduce disturbi impedenze e interferenze sulle frequenze in chiaro alterano o sfasano ogni significo dialogico. Scaraventato nel pattume ti indigni o taci. I pappagalli sul trespolo parlano parlano ispirati dal loro incrostato acquisito! Che ci fai allora in mezzo agli invasati schiavizzati da limiti cognitivi e abbarbicati su dogmatiche opinioni? Non sai raccontarti perché non li somigli l'egolatria diffusa filtra e oscura l'autentico che tanto ti accalora e lo sostituisce con la sostanza che la nutre e l'accresce. Si sa che perdi punti se vuoi distinguerti da un involgarire a tutto spiano e così uno spennamento ti atterra un farnetico asserire gratuito ti sommerge al lazzaretto gli untori inorriditi da chiazze di chiarore e di amore ti hanno già trovato una sistemazione! Ma che colpa imputare al volgo se libero o per voglia di dire compiuto mezzo bambino o forse pazzo ti imbuchi in una gabbia da dove non puoi più uscire? Allo spaccio dei malintesi e delle panzane ognuno acquista e vende ciò che gli pare si ingolfa di non senso e strabocca di inezie. Non si smorza il fuoco dell'ignoranza percettiva se l'asineria ti lambisce l'ustione è sicura se nel suo raggio d'ombra indugi incenerisci. Ci scambiano per altri senza neppure scusarsi! Pur simili, chi ha detto o immagina che si debba poi tutti essere uguali?
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L'autore
Angelo Michele Cozza

Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad

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