L'Itaca del Cuore
Oggi parto.
Mi desteranno l'albenti rintocchi
del sole alle porte del palazzo di Morfeo.
Prendo la bici.
Anderò per il serpentello sterrato e,
tra 'l pampino e la spiga,
riscoprir vorrò l'acre odore del rustico.
Arrivo in spiaggia.
Anelerò al pelago come l'avi mei
verso la terra di qua,
credean che d'olimpica ambrosia
fosser d'ista landa ricchi flumi e laghi,
ma il sogno, lo so,è nebbia di mattina d'estate.
Ma tornerò.
La mia Itaca è alle spalle,
su pei colli ch'ho lasciato insieme alla Notte,
e s'appresta a menar anch'oggi
le dorate sue messi allo zefiro,
a specchiar i due suoi pozzi blu nel cielo,
a donar il suo sorriso lunante
al vagabondo errante,
lei, Luna del giorno,
che tien il cor mio ostaggio,
che epugna alla sera il mio sogno,
ch'il Tormento manda a tediar la mente,
ch'ha sì belle labbra che la schiavitù
per man di lei non savria rifiutar.
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Commenti (1)
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Kiaraluna17 novembre 2010
Uno stile complesso e raffinato, un poetare che ho trovato molto piacevole e interessante, un viaggio d'amore verso una Luna che tiene in ostaggio il cuore anche di giorno. Molto apprezzata.
