Mani di cera
Lento come un passo
sul dissesto del giardino,
dove l'erba incede in basso
fra le nebbie del mattino.
Le follie nel mio furore
fanno eco a quelle assorte,
sonno di infinite ore
ignorando vita e morte.
Scorre e plasma come cera
la mia mano dal balcone,
segna la realtà megera
e le domande che l'io pone.
Vedendoti come fantasma,
fra quella noia mia nei palazzi lì...
Respiro, nel mio sguardo sei qui.
Ancora.
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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valentinatortora17 novembre 2010
Lei è li, superando la barriera della noia, travalicando tutti gli altri pensieri... lei, realta' unica e dolorosa. Mi piace l'unione di musica, e poesia, con un sentire moderno. Grazie per i commenti gentili! Bye! See you soon! Valentina.
In Venere veritas18 novembre 2010
luigi, ci siamo già capiti, vero? ancora. in qualunque direzione guarderai, per quanto lento tu sia e cauto, per quanto rimerai con scioltezza (ripeto sei diventato lievissimo, ancora. qui. lancinante


