Fenice
Stefano Ferrari
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Ritornano sempre.
Incombono – son come nubi gonfie di pioggia – grondanti parole e moti sospesi,
sospinte ad agire da stizzite ma vane folate che soffiano su mesti pensieri
tra scrosci di lacrime e antiche suppliche senza risposta.
Ecco le cose irrisolte.
Attendono pazienti nell'ombra, invisibili agli occhi per malcelata menzogna
e al cuore grazie al borioso coraggio che imbratta la tela dell'anima di colori sgargianti,
velandone i tratti reali.
Anima incerta e timorosa, inadeguata o forse mai nata, palesa l'acerba natura
danzando con fare superbo sull'evidenza dei fatti, rinnegandoli.
Ed essi ritornano.
Affiorano da sotto la melma, strappati al Cerbero, custode delle circostanze sepolte,
dalla coscienza pentita di colui che rifugge da sempre.
Non faccia sì che sia tardi, affronti se stesso prima che il buio oscuri ogni cosa!
Uccida quell'uomo, ne bruci le spoglie!
E dalla cenere rinasca... fenice splendente
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L'autore
Stefano Ferrari
Commenti (1)
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alessio carlini18 novembre 2010
un viaggio attraverso gli interni più inoltrati, dentro e fuori dall'anima come la schiena di un'orca in mare... questa è veramente bella

