Taranta Negramaro
Antonio Bruno
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La mia terra
che ritorna senza sosta,
purché sia,
terra...
terra mia,
martoriata dai rigori,
di una rozza furberia,
riconosco dai bagliori,
di una sola cortesia,
quella che gli unici onori,
sono luce, sole e via,
una terra senza tempo,
cara terra bella e mia,
che si immerge nel silenzio,
nel mio mare di poesia,
lu Salentu mai cuntentu,
con gli ulivi l'allegria,
con la vita nel pensiero,
con la tua malinconia,
ti ritorna la speranza
stracci canti di follia
ti rallegri faccia tosta
con la fronte sulla mia
qui, s'intrecciano i sapori,
le cicorie, la survia,
pane, rusciuli e azzeruoli,
fichi d'india e malvasia,
qui c'è il rosso Negramaro
che è il più bello che ci sia!
Non ci sei sul calendario
sei la sola mia mania.
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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