E' così che venne il tempo

Lo serro nelle mie mani il viso amato,
in quel dolce languore
del ricordo
Dimentico le cadenti foglie
e vedo solo quella piega
addolcirmi gli occhi
Porto alle labbra quella primavera
L'istante che mi dicesti t'amo
Tutto di me era attesa
di mani nelle mani
occhi negli occhi
in quell'abbraccio senza fine
che mi portava in volo
Ora che baci la lontananza
nell'uragano della mia tristezza
io bacio la distanza del silenzio
E' un canto d'amore
nell'inverso raggio
che chiude a pugno
la sua nuova gemma
Quando cade a terra l'inchiostro
e la clessidra
passata è già l'ora del tramonto
E se guardi il cielo
la luna brilla
oltre l'opaca stella
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
mario calzolaro20 novembre 2010
...intensa e delicata questa lirica... trasuda sensibilità ed amore

