Una storia antica: la vedova allegra
Grazia Longo
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Porta ancora fiori
all'odor di vile menzogna,
sulla tomba fresca,
la gallinella bionda,
col tacco a spillo
e lo spacco indecente.
Ignominioso a dirsi,
senza fare alcuna fatica,
una lacrima di plastica
(riciclabile, non si sa mai...)
ella generosa spende
per l'occhio acuto
della mala gente.
Ma il suo sguardo,
a ben guardare,
è quello di chi mente.
E il corpo parla chiaro
e grida prepotente.
Senza pudore alcuno
di piacere ella splende
nella parte antica
(della "superfiga").
In tasca, già la morte freme di vita,
e suona, beffarda, l'infame richiamo.
Aleggia un sorriso sulla bocca amica
che sugge già amor alieno e profano.
Ruggirà, vedrà, a tempo e a luogo,
la belva che s'è annidata in cuore,
lei piangerà, ma non lo sa, sul rogo,
lacrime amare di sangue e disonore.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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mario calzolaro20 novembre 2010
Una storia antica... sempre rinnovabile. Eccezionale Grazia... efficace e super
alessio carlini20 novembre 2010
nel leggere e rilegger questa opera d'arte anche i pensieri si rinnovano ... illuminante e strpitosa poesia.


