Profumi
Arturo Vaccarielli
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D'estate con palpebre chiuse
riuscì a vedere quei profumi che si accostano
alle riuscite rose vermiglie
Come andavo beato tra i palazzi
m'appendevo ai suoni delle cicale
tiravo il fiato e annusavo
le macchine ferme sulla strada
che odori si trasformavano
fiori d'arancio bianchi
ciclamini e margherite
Oh! com'ero clamoroso
immune ad ogni vuoto
forte come un Ercole
Gustavo la mia intraprendenza
senza brividi mi scaldavo
senza respiro vivevo
Il naso tiepido e pauroso
nei giardini strani
si riempiva di candore
Pino silvestre al posto d'un palo
ginepro al posto d'un sasso
ortensia al posto d'una fontana
Così andavo...!
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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