Epistola a me
Parole a me stesso, tutte uguali...
Senti la voce morta in gola?
Tasto nero di un pianoforte,
in rilievo sulle stonature altrui.
Di fresche notti ho detto,
a inerti correnti ho bussato.
Nell'andare immemore e stanco
sono chiunque, uno qualunque suono.
La sensazione di essere me,
punto alla deriva; da lì mi irradio.
Nel ciclico infrangere dentro
curo le spoglie al volere del cielo.
La parvenza cammina incerta
verso ciò che torna sui passi mai visti...
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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