Se avessi... se fossi... adesso ti avrei

Un fuoco mi accende pensieri di legno
Son ceppi dal tronco defunto rubati
Fui sorte fui rea di sterile amore
E ora novembre rimanda il calore...
I piedi su braci d'autunni passati
ritornano invano del fato a quel Segno
Delusi il destino che illuder vorrei
Parlava di noi... fui io l'incapace
Il cuore beffai ma un piccolo lembo
cucito nel sogno con ago di piombo
resiste al presente caparbio, tenace
Se avessi... se fossi... adesso t'avrei
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
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