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Donne 25 novembre 2010 · lettura 1 min · 8279 letture

Intrattenitrici di Strada

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Intrattenitrici di strada così oggi s'appellano con dolce eufemismo le professioniste del mestiere più antico del mondo Epoca strana la nostra edulcoriamo tutto Senza eufemismi suggeritemi qualcosa che elimini in concreto l'amaro che mi ristagna in bocca
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...nel corso di un procedimento penale (ero stato nominato difensore d'ufficio) una testimone è stata invitata a declinare le proprie generalità; subito dopo, alla domanda relativa alla sua attività lavorativa, ha risposto: "intrattenitrice di strada". la cosa mi ha fatto pensare, riflettere e... scrivere queste due righe!

L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (19)

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Salvatore Ferranti25 novembre 2010

effettivamente, è una poesia che fa molto riflettere la tua... intrattenitrice di strada... capisco che è il mestiere più antico del mondo, ma sbandierarlo in pubblico... non mi era mai capitato di sentirlo. bellissima la tua poesia, scritt benissimo.

Aldo Bilato25 novembre 2010

questa Mario... me la stampo nel cervello... e me la porto appresso per dissodar le zolle troppo dure degli stolti che mi circondano... ci siamo capiti... la chiusa è un manifesto d'apporre in tutti i siti... soprattutto dove l'ignoranza fa delle sue vittime... partiti... sono sempre il solito... e che ci volete far... al rogo chi la pensa differentemente dal suo principal... piaciutissima... cià*

Jeannine Gérard25 novembre 2010

Io non le chiamerei, ne Luciole, ne Intrattenitrici di strade, ne con nomi offensivi qualsiasi, ho letto la storia di una di loro e di tante anche, di come vengono trattate, inaudibile, e le chiamerei SFORTUNATE, chi sa quale fato disgraziato le ha indotte a ridursi lì a fare da schiave a certi uomini sporchi e impotenti. La poesia è bella. Quanto alla note spero abbia vinto la causa grazie alla testimonianza di questa povera donna, e che non ci sia stato un pregiudizio perché non affidabile "per il suo mestiere"...

Splendido Leotta Michele25 novembre 2010

un delicato esposto poetico con eleganza e stile... sulla donna che dona la sua virtù per obliare e al contempo sostenersi... bellissima magari la chiamerei donna in faccende d'amore

Silvia De Angelis25 novembre 2010

Di nulla più ci si meraviglia in tempi in cui si sbandiera ai quattro venti, senza un minimo di riservatezza, della propria attività lavorativa... non delle migliori! Lirica piaciuta

Berta Biagini25 novembre 2010

Oggi tutto tende a cambiare – sembra quasi voler dare una nuova impronta a tutti quei mestieri d'un tempo, come se una volta fossero state solo delle offese tipo "serva come donna di servizio ed oggi collaboratrice domestica" tanto per dirne uno – difficile esprimersi su questo argomento senza rischiare di offendere qualcuno. Notiamo bene che tutti i lavori sono da ammirare, perché ci fanno vivere e mandare avanti la famiglia. Un tema che sento profondamente.

C

non mi stupisco che si sia definita così per loro è un lavoro, ma in fatto di morale non mi ci raccapezzo più, non abbiamo più etica in italia, comunque se codeste donne fanno il mestiere è perché c'è molta richiesta, se non ci fossero i clienti non avrebbero più sostanza di esistere, bella riflessione, amara

Kiaraluna25 novembre 2010

E' veramente degradante rendersi conto che la mercificazione del corpo femminile si sta legalizzando, come se la continuità nei millenni potesse renderlo un mestiere onorevole come ogni altro. Sfortunate o no, trovo rivoltante lo spettacolo che chiunque è costretto a vedere lungo le strade cittadine, oltre che periferiche. Non basta modificare l'appellativo perché cambi anche la realtà e tantomeno si dissolva quell'amaro in bocca. Un tema indubbiamente ostico trattato con la solita maestria, fiocco e abbraccio!

Vilma25 novembre 2010

Non saprei come eliminarti questo amaro in bocca ...purtroppo ormai non mi stupisco più di nulla. Bellissima poesia ben scritta come sempre

Anna Maria Obadon25 novembre 2010

La prostituzione non è una bella faccenda ma credo che in giro ci sia di peggio: persone aldisopra di ogni sospetto, ben vestite, colte, assolutamente amorali che vengono chiamati Dottori o altro...

Andrea D’Alfonso25 novembre 2010

Certo l'epiteto fa sorridere e pensare. La penso come Enio, ci edulcoriamo la pillola per non infangar la coscienza e la nostra puerile morale... Bah! Resta il fatto che la tua poesia non lascia l'amaro in bocca, ma è un faro che accende le nostre coscienze e ci invita ad essere più sinceri con noi stessi e con il mondo. BRAVO MARIO... come sempre sei!

Pino Tota25 novembre 2010

...il fatto che abbiano più clienti loro della Telecom fa capire di che valore economico stiamo parlando... ritengo quindi necessario che lo Stato ne certifichi l'attività esigendone la tassazione applicando l'IVE imposta del valore sull'...entrata...

c
cristina biga25 novembre 2010

Ci vorrebbe un miracolo per eliminare l'amaro in bocca che non solo l'autore prova... certo è il mestiere più vecchio del mondo, ma ora non sono più prostitute sono escort, sono intrattenitrici, massaggiatrici... in effetti... pagano pure le tasse alcune almeno, comunque cosa vedranno i nostri figli? mah? che tristezza... e questa tristezza l'ho letta nei versi dell'autore enfatici e veritieri...

Eirene25 novembre 2010

ormai è l'abitudine cambiare il nome ad ogni lavoro quasi che questo lo renda migliore e più nobile... non esistono più le persone ma queste diventano solo uno strumento per ottenere ciò che è più conveniente o per soddisfare il delirio di onnipotenza di qualcuno che "uomo" non è e si arroga il diritto di sentirsi migliore... versi che lasciano si l'amaro in bocca per la sua triste verità... per non dimenticare mai oggi 25 novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle Donne. complimenti...

S
Silvia Cingolani25 novembre 2010

Invece di cambiare il nome, io cambierei la realtà, perché la dignità non la si acquista con un eufemismo... bellissima poesia,

Danielinagranata25 novembre 2010

Una profonda e intensa riflessione che fà ben riflettere un sentire forte che lascia l'amaro in bocca molto ben stilata per il delicato tema trattato

Midesa25 novembre 2010

nomi nomignoli pseudonimi tutto edulcorato... ma la sostanza non cambia... apprezzata riflessione

Mimmo Mariano25 novembre 2010

Una bellissima ed insospettabile signora dopo il caffè mi ha chiesto una certa somma. Quando le ho dato della escort si è arrabbiata. Forse dovevo chiamarla p...! Comunque hai centrato l'obiettivo come sempre.

alessio carlini27 novembre 2010

è una dura e amara verità che tutti conoscono e questa lirica porta porta a crude riflessioni a questa obbligata scelta di vita e al declino della collettività che purtroppo prende e copia l'esempio e si comporta di conseguenza esattamente come le più alte cariche istituzionali... poesia strapiaciuta.