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Amicizia 28 novembre 2010 · lettura 1 min · 4149 letture

I cacciatori di frodo

Sergio Melchiorre 1001 poesie pubblicate
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La sua pelle color ebano che profuma di fiori selvatici m'inebria la mente e mi trasporta nella dimensione sconosciuta della passione. I suoi occhi nerissimi ricordano quelli di una gazzella catturata dai cacciatori di frodo e agitano il mio desiderio d'adorare ogni suo pensiero. La sua sensibilità è quella di donna innamorata approdata in Italia con la speranza segreta di tornare nel suo paese d'origine. Laddove gli indigeni cercano nel cielo e nelle nuvole i segni propiziatori per una nuova rinascita.
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Vede più lontano un vecchio seduto che un giovane in piedi. (Proverbio del Mali)

L'autore
Sergio Melchiorre

Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi, paroliere e giornalista), è laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna.Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.Alcuni suoi articoli sulla Resi

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Commenti (3)

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Una passionale poesia verso una donna sognata e idealizzata. Quasi che nella sua diversità, diventi irraggiungibile e lontana. Selvaggia come quei fiori che sbocciano in un giardino proibito.

Lidia Filippi28 novembre 2010

Bella! Qui questa donna si sente diversa, benché abbia amici, sia amata e desiderata. Nel suo cuore un sogno...

Raggioluminoso28 novembre 2010

Già nel titolo è racchiusa un'intera poesia di senso compito che sottende moltepilci significati. In questa lirica si evidenzia una radice identiraria che determina una diversità, che non risiede e non categorizza una sottospecie umana. Infatti, grazie alle ultime scoperte scientifiche si è dimostrato che non esiste "la razza" e, piuttosto, si dovrebbe parlare di etnia. Poesia dolce e significativa, molto evocativa. Apprezzatissima.