L'ultima illuminazione
Arturo Vaccarielli
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Una sera
Brillanti tragedie di sogni improvvisati
Brividi di morte
Tremanti e forsennati occhi preziosi
Che ne è dell'alchimista che mi insegnò il Gioco
Esiliato dove avevo trovato l'amore
La mia saggezza è stupida due volte
Io vedo ancora lo scrigno
Che io abbia realizzato il mio destino?
Ti troverò
dovessi legarmi strettamente la gola
dovessi lusingarmi davanti agli dei
Ho accarezzato gradevoli estati
Ho ammutolito insignificanti temporali
Io ti vedo
La città col suo lampadario rotto
La calda mattina viene a ravvivare i granai
Rintocca l'ora gradevole dell'ombra
Misera ed effimera sorella
Le stelle fiamme dalla dolcezza inconscia
L'abisso azzurro visto al contrario
Fu allora che alzai il dito contro Dio
L'alba cadde in fondo alla mia mano
Festa rumoreggiante dietro il focolare
Frustato da angosce
è possibile che sia perdonato?
è possibile risanare le mie ferite?
Nel mio silenzio
Nel mio mare
Vergogna vergognati vampira
L'opera si conclude
la mia ultima illuminazione è morta!
©
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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