333 lettori online · 353.309 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 30 novembre 2010 · lettura 1 min · 2438 letture

Quelli che non sanno chiedere

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
+ Segui
Confusi e solitari timorosi e persi si spalmano sui muri come manifesti di pubblicità fra le foglie cadute camaleontici mutevoli spariscono illeggibili sciolti fra le loro stesse lacrime esistono ma restano invisibili voci senza suono sorriso che si perde dentro né parola né lamento gesti che sono richieste occhi che parlano in silenzio spazi troppo piccoli di un mondo distratto che nell’indifferenza respinge quelli che non sanno chiedere
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonella Borghini Anto Bee
Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
s
senzamaninbicicletta30 novembre 2010

grazie per questa splendida poesia che sento anche un po' mia... saper chiedere spesso non è così semplice e le insicurezze o la voglia di certezze non aiutano. Belli i versi e le parole usate. Intelligente rappresentazione.

jan30 novembre 2010

e, quello che resta al mondo è l'arida consapevolezza di uno scorrere della vita tra argini del tempo che non ascolta quelle voci coperte dal rumore assordante di scelte diverse di quel fiume in corsa verso la foce, dove la vita s'immerge nel mare di un immenso sentire che accoglie quel comune vivere che naviga senza timore tra quelle acque conosciute che ricopre quei ciotoli levigati dal tempo che, anche quando sono trasportati a riva, rimangono nudi su quell'arenile in attesa che qualcuno si accorga di quel momento di vita che, testimone di voci che solo il silenzio ascolta, accompagna ai margini quel fiume che scorre. E noi, che passeggiamo su quell'arenile, confondiamo quella voce del tempo con dei ciotoli solitari e senza nome.

Ilguardianodelfaro30 novembre 2010

Bella, sentita. Versi che rispecchiano gli umili che non osano, corrotti dalla timidezza, a volte dall'orgoglio, finendo nel silenzio della propria solitudine, a volte dalla stessa confusione di un mondo alla deriva che dinnanzi all'ignoranza s'impone tiranno. Coloro che vivono la non vita, dispersi nelle nebbie di metropoli ossidate dall'avidità sterminante e non curante. Clochard per scelta ma anche clochard come residuo di un sistema colabrodo che non guarda l'uomo perduto e amato dal male. Complimenti per la poesia.

mario calzolaro30 novembre 2010

Un quadro di assoluta"intelligenza":una poesia fantastica, estremamente suggestiva. Assai bella