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Amicizia 30 novembre 2010 · lettura 1 min · 4507 letture

Pane fresco e mortadella

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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Avevo voglia di un panino con la mortadella la Bologna come si chiama qui a Varese se vai a comprare la mortadella devi chiedete due etti di Bologna con o senza pistacchio non fare come quella mia amica pratese arrivata fresca fresca dalla provincia di Firenze non cercò il Lampredotto di via san Francesco passavo di là nei miei giovanili anni universitari non chiese neanche il Mallegato per due viti cercava una Mesticheria e voleva bere dell'acqua fresca dalla Cannella voleva della mortadella per sé e il fidanzato al banco della bottega vicino casa chiese scusi signore volevo comprare del melone si sposti verso la frutta signorina ma non è tempo siamo in una stagione di mezzo è tardi per i retati è presto per il giallo duraturo brindisino lei insiste è indica col dito il buon insaccato sciura siamo in Lombardia la Toscana è più in giù il panino l'ho appena finito di mangiare senza sbriciolare durante l'addentata mi è venuta la voglia di poetare.
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A Serena R. è lei la ragazza emigrata da Prato a Varese... Quando frequentavo il Liceo Scientifico di Empoli tra il 1971 e il 1975 prima di prendere la strada di via XX settembre mi fermavo a comprare la schiacciata con la mortadella in via dei Forni... a volte la prendevo al forno vicino casa prima di prendere l'autobus...

L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (2)

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alessio carlini30 novembre 2010

è un onore ed una gioia immensa questa poesia che mi lega alle mie origine e a quell'alimento profumatissimo che sulla tavola di famiglia non manca mai... bellissima e sentitissima

Raggioluminoso30 novembre 2010

E mi è venuta grande fame di schiacciata e mortadella. Mi sono tuffata in questi versi che mi hanno incantata pensando al valore delle parole, delle usanze e che la lingua altro non è che ilriflesso della società. Quanto significativa ogni singola unità di senso che in sè racchiude un grande patrimonio immateriale. Molto apprezzata!