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Riflessioni 3 dicembre 2010 · lettura 2 min · 1308 letture

L’ospedale

Bruno Vitale 32 poesie pubblicate
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Siam qui, ad aspettare un alba nell’attesa di una nuova vita, le braccia tese, livide di speme ad indicar la via ormai perduta. Le sere arrivano senza annunciarsi, non una diversa dalle tante, la notte aspetta per ricondurci ai fasti di consumate rimembranze. S’ode nel silenzio dei malcapitati, il brontolio di anime indisposte e dietro i vetri, pioggia e pioggia e cade a batter sulle socchiuse imposte, S’ode il cigolio di ossa stanche e trite Il tossir di petto di uomini ansimanti, lo scorrer lento della disperazione, odi il silenzio del tuo Dio minore. E l’eco ancora di passi lontani, qualcuno s’alza per camminar di notte come fantasmi ad infestar corsie, ora vuote ma empie solo di malinconie. E siamo qui, ad aspettar l’aurora e il tempo non da tempo a chi non vede l’ora di andare via da questa stretta stiva, colma di carne umana alla deriva. Mesti, a capo chino sempre guardando in terra, ci incamminiamo curvi verso la nostra guerra e non ci sono eroi e la spada non è tratta, ci siamo solo noi per gridare c’è l’ho fatta! E quando ti diranno di ritornare a casa, quasi non vuoi lasciar chi accanto ancor riposa e senti dentro un peso greve ed inaudito e allora ti vergogni di essere guarito. L’alba per te è arrivata, c’è la tua nuova vita, credevi di esser perso ma sai che da domani sarà tutto diverso.
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Bruno Vitale
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