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Comicita' 4 dicembre 2010 · lettura 2 min · 2821 letture

Dottore, dottore ho perso la lingua!

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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sono andata l'altro giorno dal dottore perché avevo un discreto malore era qualcosa di poco visibile e nemmeno poi tanto tangibile alla ricerca del disperato di cosa m'affligge e di cosa è passato la mia lingua cominciò a farfugliare e dopo un po' prese a dire ma coscienza c'ha o non c'ha sta benedetta "I" e il dottore, teutonico vero, mi osservò come straniero e disse all'infermiera "questa mi spiace è lingua straniera, non posso occuparmene che vada a casa sua, lì di sicuro sarà cosa sua" lasciandomi uscire dal suo ufficio vide il mio sguardo un poco deluso e disse orgoglioso e pieno di vanto "qui da noi, non serve rimpianto, tutto perfetto e tutto fila è la tua lingua che non fa la fila" ora confesso un poco stordito "la fila per cosa? non ho capito" egli mi guarda in pieno stupore e poi afferma nel suo bagliore " la fila di filo quella fifalla che non t'ha detto tua sorella" rispondo interdetto "ma scusi dottore, qui mi sembrava avessi io il dolore! una perdita cara, una grave mancanza, la lingua materna ho dimenticata! " e no! mi dispiace!" rispose il dottore "ora mi rubi anche il mestiere, non solo mi contagi e fai ammalare, ma adesso vuoi anche affermare che potresti come me lavorare!"
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questa poesia la dedico a me e a tutti i dubbi di lingua che cominciano a risorgere nella mia mente dopo tanti anni di vita fuori dall'Italia.

L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (8)

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alessandro mazzeo4 dicembre 2010

Divertente ma con un retrogusto amaro... sapeer far riflettere con la comicità non è da tutti!

Pino Tota4 dicembre 2010

Non preoccuparti... sei ok! Purtroppo il mondo è strapieno di gente che usa la lingua per dire stronzate... sarebbe meglio la usassero al limite solo per leccare i francobolli... Originale e gustosissima! Complimenti!

Raggioluminoso4 dicembre 2010

E anche chi vive nella terra di origine ha i dubbi - e sorrido - e forse più di coloro che vivono all'estero. Almeno quelli sono giustificati. Simpaticissima poesia, letta con il sorriso del cuore!

Aldo Bilato5 dicembre 2010

che tu non fossi normale l'ho sempre pensato... ma era una di quelle sensazioni che si hanno di primo acchito, poi si va avnti e si spera che il paziente sia rinsavito... e invece no, perché la cosa peggiora, ed è contagiosa perché sto ridendo da un'ora... (povero tuo marito)... cià*

Clara Gismondi5 dicembre 2010

Tra te e Aldo mi avete fatto sbarellare dal ridere. Grande poesia non c'è che dire!

b

tu la lingua... io la testa... alla Corte dei miracoli... c'è na festa! babelica la mia Barbara!

Luigi Arcopinto5 dicembre 2010

Spiritosissima lirica esremamente apprezzata, complimenti!

Antonio Biancolillo7 dicembre 2010

Che gran ridere... bellissima la tua comicità-una riflessione importante in versi divertenti... Molto apprezzata...