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Sociale 5 dicembre 2010 · lettura 1 min · 2938 letture

Donne dell’Est

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Lasciato hanno la patria per lavoro, talvolta per il gusto d’avventura, per cercare da noi nuovo decoro, per evitare vita ancor più dura. Da lontano ti sembrano Italiane, in tutto convertite a quelle mode che s’usano da noi, vitali e sane, alte, formose, perspicaci e sode. Però, se un poco a loro t’avvicini, noti dettagli che non sono uguali a quelli che hanno reso entro i confini tra loro le Italiane similari: conoscono rimedi differenti dai nostri per curare malattie, nei cibi introducono ingredienti che non destano tante simpatie; dove andranno a comprare quei vestiti, con che criterio accoppiano i colori di gonne e di giacchine? Stili arditi denotano altri gusti, deteriori. (E poi, saranno morti quei mariti dei quali poco parlano, od invece, abbandonati e dal cuor fuggiti, rimpiangeranno chi se ne disfece?) Lunga è la strada dell’integrazione: decenni passeranno ancora, prima che la diversa lor popolazione possa far con la nostra giusta rima.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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C

è un problema serio quello da te affrontato, fra loro ci sono persone brave e persone meno brave, come in ogni popolo.

Giuliano Nardelli13 dicembre 2010

Ottima e perspicace la scelta dell'autore per questo spaccato del nostro sociale, maldestramente gestito da politici della prima repubblica. Probabilmente non lo eravamo e tuttora non lo siamo... preparati. Non è facile convivere e condividere atteggiamenti e risorse di questi popoli che vogliono riscattarsi dalle tante angherie subite nei secoli fino ai giorni nostri. E tuttavia, nonstante lo loro umile sottomissione, ancora c'è chi non apprezza questa silente presenza e che dovremmo... tutti rispettare.