Apologia dell'acqua
Con centomila forme
a tutto sei conforme.
Tra vari di natanti
e battesimi di infanti,
al soffio dei maestrali
e quello dei libecci,
esperta, la tua mano
tesse sapienti intrecci.
Tra 'l sacro ed il profano
nella tua grande rosa
ne sbocciano preghiere
e sogni di chimere!
Dolce, il tuo dondolare
Lui musica un fruscio
Che ispira gli oratori
nel loro professare
e ovatta un poco i gemiti
dei cuori nel piacere.
Nel greto d'un ruscello
i primi tuoi zampilli
con delicate note
suonano lievemente.
La voce va in crescendo
scendendo verso il mare
fino a intonare al delta,
un solenne madrigale.
Placida, liscia e lucida,
lacustre al chiar di luna
vegli su 'n pescatore
poggiato ad una duna.
'Si vecchio ma con occhi
che brillan di magia
assorto in un bicchiere
di vino e nostalgia.
Da piccole fontane
ed eccelsi monumenti
unita con il sole
crei raggi d'archi tinti.
Se ti facessi umana
saresti ligia e giusta
tu mai facesti parti
a tutti dai ristoro,
a sudiciume ed oro.
Nella renaria arsa
sei oasi di vita.
Sei un'opera infinita.
Che Dio ti benedica
©
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